Museo geologico Giovanni Capellini

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Vergine delle Rocce (particolare) - Leonardo da VinciVergine delle Rocce (particolare) - Leonardo da VinciDe Rerum Fossilium - Konrad GessnerDe Rerum Fossilium - Konrad GessnerL'Arca di KentmannL'Arca di Kentmann

Nuovi mondi, nuove idee, nuove scienze

Verso il 1500, la riscoperta dei classici nella loro versione originale, ad opera degli Umanisti, e le nuove scoperte geografiche frantumano l’immagine del mondo europeo medioevale. Gli uomini del XVI secolo cercano di comprendere e catalogare il mondo naturale.

Intorno al 1520, il medico Gerolamo Fracastoro (1483-1553) sostiene che le conchiglie fossili non possono essere né depositi del diluvio universale, né prodotti di una forza plastica, la cui esistenza non è provata. Ipotizza, invece, che le conchiglie siano resti di organismi nati e morti nel mare da cui deduce che un tempo la terra fosse ricoperta dal mare.

L’ipotesi di Fracastoro è condivisa da pensatori originali che arrivano a conclusioni simili: Leonardo da Vinci (1452-1519) intuisce che i vari strati di conchiglie si sono depositati in epoche geologiche differenti contro la supposta unicità del diluvio; Bernard de Palissy (ca.1510-1590) pone le basi del concetto di estinzione notando che le conchiglie fossili si presentano con forme diverse da quelle viventi.

Della stoltizia e semplicità di quelli che vogliano che tali animali fussi in tali lochi, distanti dalli mari, portati dal diluvio. Come altra setta d'ignoranti affermano, la natura o i cieli averli messi in tali lochi creati per influssi celesti, come in quelli non si trovassi l'ossa de' pesci cresciuti con lunghezza di tempo, come nelle scorze de' nichi e lumache non si potessi annumerare gli anni o i mesi della lor vita (Leonardo da Vinci)

L’apprezzamento per la tecnica è un tratto caratteristico del Rinascimento, come si legge negli scritti di Agricola (Georg Bauer, medico e mineralogista, 1494-1555). Agricola resta all’interno della corrente aristotelica, ma per definire la natura dei minerali si concentra sulla forma e sulla composizione “ chimica”. Egli elabora un sistema di classificazione per i materiali estratti dalla terra che designa con il nome collettivo di fossili e per i quali propone una serie di prove sperimentali. Agricola fornisce così un primo insieme di strumenti per i collezionisti.

Durante il XVI secolo vari eruditi iniziano a raccogliere campioni di minerali e a condividere le informazioni. Konrad Gessner (medico, 1516-1565) è uno dei primi ad avere l’idea di compilare una raccolta enciclopedica del sapere naturalistico, dedicandosi a costruire una rete di relazioni tra collezionisti e studiosi e pubblicando una vasta serie di scritti. Neppure Gessner sviluppa nuovi concetti teorici, ma perfeziona l’opera di Agricola, aggiungendovi l’introduzione di una precisa rappresentazione iconografica dei materiali.

La reiterata scoperta di nuovi campioni, l’espansione delle raccolte, la precisazione di un metodo di ricerca basato sulla raccolta e osservazione comparata dei reperti, favorisce la creazione della prima cattedra di Filosofia naturale dei fossili, delle piante e degli animali, a Bologna, assegnata nel 1561 ad Ulisse Aldrovandi (1522-1605): la sua collezione è concepita come rappresentazione del mondo e luogo di studio (“museo”).

Nel 1603, nel proprio testamento, Ulisse Aldrovandi usa per la prima volta il termine “giologia” con un significato vicino a quello attuale.

 

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