Museo geologico Giovanni Capellini

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Scopi del Museo




IL MGGC HA PER SCOPO PRIMARIO
LA CONSERVAZIONE E LA VALORIZZAZIONE
DELLE RICCHE COLLEZIONI,
MOLTE DELLE QUALI DI IMPORTANZA STORICA,
OLTRE CHE SCIENTIFICA,
PER LA LORO FORMAZIONE E PER LA PRESENZA
DI NUMEROSI TIPI PALEONTOLOGICI ANTICHI.
NELLA VALORIZZAZIONE RIENTRANO
LA DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA,
LO STIMOLO ALLA RICERCA
SCIENTIFICA E STORICA DELLE COLLEZIONI
E LA GARANZIA DI ACCESSO
AGLI STUDIOSI DI TUTTO IL MONDO.
IL MGGC INTENDE PROMUOVERE LA DIVULGAZIONE
E LA DIDATTICA FORMATIVA
SULLA STORIA DELLA SCIENZA E DELLA VITA.
LA CARATTERISTICA CHE RENDE IL MUSEO UNICO
E LO PONE SU UN PIANO INTERNAZIONALE
È LA FEDELTÀ NEL CONTENUTO E NELL’ALLESTIMENTO
VOLUTI DAL FONDATORE GIOVANNI CAPELLINI
NELLA SECONDA METÀ DELL’OTTOCENTO.
PER RISPETTARE E CONSERVARE IL MUSEO
NELLA SUA ESEMPLARITÀ
SI STA LAVORANDO PER OFFRIRE
FRUIZIONI INDIPENDENTI E NON INVASIVE,
SFRUTTANDO TUTTE LE POTENZIALITÀ
OFFERTE DALLE ODIERNE TECNOLOGIE DIGITALI.





Capellini continuò la grande scuola geologica bolognese, iniziata con Ulisse Aldrovandi (1522-1605), che raccolse una collezione enorme e famosissima, comprendente migliaia di reperti naturali, e che, nel 1561, ottenne la prima cattedra di storia naturale, denominata lectura philosophiae naturalis ordinaria de fossilibus, plantis et animalibus; tradizione portata avanti ed arricchita dal conte Luigi Ferdinando Marsili con la fondazione dell’Istituto delle Scienze, nel 1711, che raggiunse i vertici europei negli studi geologici del Settecento.

Capellini volle un museo che fosse strumento di formazione dei nuovi dirigenti dell’Italia da poco unificata, per favorire la ricerca di risorse minerali, indispensabili allo sviluppo, e la modernizzazione dell’agricoltura e dell’industria.
Il suo Museo, inaugurato ufficialmente nel 1881, in occasione del II Congresso Geologico Internazionale ospitato a Bologna, e miracolosamente sopravvissuto, è testimone esemplare di un momento cruciale dello sviluppo della scienza nel mondo e della sua applicazione alla vita della nazione.
Esso è quindi anche un “museo del museo scientifico ottocentesco”, rivolto a fruitori di tutto il mondo esperti di scienza e di museologia e, contestualmente, al largo pubblico nazionale ed internazionale